La Pizza, dalla tradizione al gourmet. - Centro Bufalotta
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Pubblicato il 10 Gennaio 2019

Nell’ultimo post blog, abbiamo parlato di come tornare in forma dopo le feste natalizie.

Per fortuna, in tutte le diete c’è un alimento che nessun nutrizionista avrà mai il coraggio di eliminare: la pizza!

Piace a tutti, adulti e bambini, e, grazie alla semplicità delle materie prime, risulta digeribile e leggera. La pizza è uno degli alimenti di cui si fa il maggior consumo e ci rappresenta come italiani in tutto il mondo. Nonostante sia sempre nei nostri pensieri e sui nostri piatti, in quanti conoscono la storia della pizza?

Le sue origini vanno ricercate tornando molto indietro nel tempo e sono inevitabilmente legate alla storia del pane e dell’arte della panificazione. Gli antenati della pizza li ritroviamo, infatti, nelle antiche popolazioni della Mesopotamia dove, circa 6000 anni fa, nell’area compresa tra il Tigri, l’Eufrate e il Nilo, gli Egizi avevano sperimentato per primi la cottura dell’impasto a base di acqua e farina. Le popolazioni italiche del I secolo a.C. utilizzavano un tipo di pane schiacciato come base su cui servire il pasto principale. Questo piatto di pane, poi divenuto focaccia, si diffuse un po' ovunque, conosciuto come la coca in Catalogna, la pita in Grecia e la piadina in Romagna. Col tempo, ci si rese conto che quella base di pane era adatta a diverse forme di condimento e fu così che, intorno al 500-600 d.C., nel sud Italia, si iniziò a sperimentare quella che potremmo definire l’antenato della pizza: la mastunicola, da “vasunicola” che significava basilico. Così si indicava appunto una focaccia condita con aglio, strutto e sale grosso o con caciocavallo e basilico.

Fu solo nel 1700 d.C., quando venne importato per la prima volta dal Perù uno degli alimenti principali nella nostra cucina, il pomodoro, che si arrivò pian piano a quella che oggi conosciamo come la pizza Marinara, condita con pomodoro e origano. Secondo alcune testimonianze, negli ultimi anni del 1800, presso la corte dei Savoia, il pizzaiolo Raffaele Esposito conquistò il palato della regina Margherita, servendole la prima pizza condita con pomodoro, mozzarella e basilico. La regina ne rimase talmente estasiata, che il pizzaiolo scelse di renderle onore chiamando la pizza con il suo nome. Dagli inizi del ‘900 in poi, la pizza si diffuse, dapprima in tutto il meridione e poi, dopo la seconda guerra mondiale, anche nel Nord Italia e nel resto del mondo, fino a diventare oggi patrimonio dell’Unesco.

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Ed ecco che la pizza entra a far parte della Dieta Mediterranea. La nota struttura alimentare a piramide pone alla base gli alimenti che vanno consumati quotidianamente e in maggiore quantità, ossia frutta, verdura e cereali, come ci insegna la tradizione contadina, che ispira questo stile di vita e che, come indicato dagli esperti, rappresenta un vero toccasana. Cosa c’entra la pizza in tutto ciò? È la nostra ancora di salvezza, perfettamente in linea con i principi della dieta mediterranea, rappresenta un pasto completo: i cereali delle farine nell’impasto, il pomodoro come condimento di base e le proteine della mozzarella. Si prepara velocemente e con facilità e si presta a diverse modalità di consumo: a triangolo o piegata a portafoglio per chi va di fretta e la mangia per strada, o al piatto, con forchetta e coltello per chi preferisce gustarla comodamente a tavola, insieme agli amici, a pranzo o cena, in pizzeria o sul divano davanti alla tv.

Dal punto di vista economico, è un settore che non conosce crisi. Infatti, in Italia si producono tra 1,6 e 2,3 miliardi di pizze all’anno e ogni italiano ne consuma circa 7,6 kg a testa. Un mercato che cresce anche grazie alla fantasia e all’ingegnosità degli addetti ai lavori.

Negli ultimi anni, c’è stata infatti una fase di riscoperta di questo alimento, con la comparsa delle pizze gourmet. Cosa hanno di diverso dalle pizze tradizionali? Uno dei criteri principali è l’uso di diversi tipi di farine, come i grani antichi, macinati a pietra, oppure le farine bio e integrali. Altro aspetto rilevante è la lievitazione, che rispetti il più possibile i tempi lenti del processo naturale. Le pizze gourmet devono avere infatti un impasto soffice e idratato, preparato rigorosamente con lievito madre, così da risultare ancora più leggere e digeribili. In fine, un’attenta cura per la qualità e l’originalità dei condimenti, fatti di ingredienti freschi, di stagione, preferibilmente a km zero, per un’esperienza di gusto unica.

Un altro elemento molto importante nelle pizze gourmet è l’attenzione e la cura per la presentazione perché anche l’occhio vuole la sua parte, giusto?

Insomma, una vera star la nostra pizza, tanto da avere anche una Giornata Mondiale della Pizza, che ricorre il 17 gennaio. Non lo sapevi? Ebbene sì! Non è scelto a caso questo giorno, che coincide con la celebrazione di Sant’Antonio Abate, protettore del fuoco, dei fornai e dei pizzaioli.

Pare che in passato, proprio in questo giorno, le famiglie dei pizzaioli chiudessero le loro pizzerie e si radunassero tutti assieme per accendere un fuoco di ringraziamento al loro Santo protettore.

Che aspetti? Cogli l’occasione per assaporare uno degli alimenti più caratteristici della nostra tradizione culinaria e trascorri una giornata di festa insieme alla tua famiglia e ai tuoi amici in una delle nostre pizzerie e fast food. Ti aspettiamo con il forno acceso!